martedì 27 gennaio 2015

Viva l'Italia



                                          VIVA L'ITALIA                                    



Sono davanti ad un foglio bianco, rifletto. Non mi decido a mettere giù alcuna idea.

Domani: 17 marzo, festa 150 anni  dell’Unità d’ Italia, cosa dirò ai miei alunni?

Onestamente non è facile, potrei parlare di storia, di uomini, di eroi, di fratellanza e piazze, di tradizioni e poeti  tra San Pietri e Madonne, fra progresso e peccato, ma…dinanzi agli occhi, mi passano tanti volti: Luigi, sulla sedia a rotelle, ha trent’ anni, ha deciso di iscriversi a scuola perché  troppo solo, non lavora, nessuna possibilità per lui di un’occasione.

 Cristha, origine albanese, da poco in Italia, crede di essere nel “ bel paese”. Lei è felice, nonostante tutto. Alcuni giorni fa mi ha confidato che non pagano il padre da due mesi, a causa della crisi economica.

Francesco, il padre lavora a Torino, in Sicilia non ci sono opportunità.

 Federica,  i genitori sono insegnanti precari, quest’anno non potrà andare in gita in Spagna con i compagni, è l’ultimo anno di scuola, peccato! Tanti volti delusi che aspettano le mie parole……

“Mio fratello è laureato, non trova lavoro, in compenso in un colloquio lo hanno scartato per privilegiare il figlio di…”

Questo lo sfogo di Tommaso, ed io ad incoraggiarlo, a dare ipocrite speranze in un’Italia che in realtà presta attenzione all’appartenenza  e non al merito, all’apparenza e non alla sostanza…

Quanti problemi irrisolti, ma un cuore grande così in quest’Italia. Ecco parlerò di questo ai miei ragazzi , parlerò di Lampedusa, delle migliaia di clandestini aiutati dagli abitanti dell’isola.

Racconterò loro dei ricercatori italiani che lavorano, spesso, con uno stipendio da fame eppure, non si tirano indietro per amore dello studio, per una ricerca che dia speranza, nonostante  la precarietà. Dirò  dei volontari il cui agire è un imperativo categorico : il bene per il bene.

Rivedremo la storia delle città, dei borghi colpiti dal terremoto che non meritano di morire, ma che devono rivivere perché tutta questa bellezza, senza navigatore, torni a risplendere, con l’aiuto di tutti gli italiani.

Parlerò della scuola, del suo  splendido compito: donare cultura, capacità critiche, dare facoltà di giudizi ponderati e consapevoli. E se lo sguardo andrà sulla muffa che ricopre le pareti dell’aula, lo volgerò altrove e guarderò i giovani volti dei miei ragazzi,   parlando cercherò di spazzar via le speranze deluse in  un futuro migliore.

 A pensarci bene l'Italia unita non è quella di chi "mangia una volta, chi vuole l’aumento, chi cambia la barca felice e contento".

 L'Italia vera è quella che si stringe intorno a chi soffre, che condivide le difficoltà del vivere quotidiano, quella in cui tutte le donne alzano la testa affermando la loro dignità infranta dinanzi alla società che da sempre le considera di serie B e che lottano contro le violenze. E’ quella dove gli studenti si uniscono per avvalorare l’importanza dello studio e delle idee.

Ho deciso inizierò così : Viva L'Italia, l'Italia che lavora, l’Italia dove tutti sono uguali perché semplicemente... uomini !
 



                                                    NUCCIA

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