Gli invisibili
Mi capita di mattina
mentre pedalo con foga
col vento tra i capelli
e il sole che ancor non brucia
ma m’accarezza la pelle,
d’ incontrare gli invisibili…
No , tranquilli,
non son fantasmi,
ma uomini e donne
che lavorano col viso stanco
e gli occhi già cerchiati
di dolore o d’affanno…
La donna che ha fatto da badante
e torna a casa dopo una notte di lavoro…
Quell’operaio che pur
non essendo in età
continua il proprio impegno
per bisogno o per dovere…
Quell’anziano sull’uscio
a mirar il mare
consapevole della sua solitudine…
L’immigrato che riempie d’acqua,
alla fontanella,
qualche bottiglia…
Sì gli invisibili per una società
che guarda avanti
e non tiene conto
di chi ha dato tanto
e non ha ricevuto nulla
quando più era necessario.
Sì gli invisibili
per chi al cuore
ha messo la benda
per non vedere…
per non agire…
Nuccia

