martedì 12 gennaio 2021

Tempo

 

 


Spesso mi chiedevo cosa pensasse un anziano

seduto su di una poltrona.

Le mani in grembo, gli occhi chiusi, la testa reclinata,

sorrisi che increspano fuggevolmente le labbra,

lacrime che improvvise bagnano guance scavate dall’ età…

Un giorno mi feci coraggio

lo chiesi a mia madre.

Lei stette un po' a pensare, poi mi disse…

“Mia cara penso a quando di riposare bramavo,

come una formica lavoravo

il tempo non bastava mai

perché avaro di pause.

Oggi il tempo m’avvolge

è quello passato e presente,

del futuro non sogno più.

Sono i ricordi che mi fanno compagnia

mi appagano e mi confidano

che la mia vita non è stata vana.

Consolata li rivivo nei giorni che mi sfiorano.

L'isolamento, la malattia, le difficoltà: essere anziano in Italia -  Corriere.it

martedì 29 dicembre 2020

Vivere il presente

 


Ho deciso
non voglio vivere di ricordi
voglio vivere il presente!
Voglio assaporare l'oggi
e se poi diventerà ieri
io allora dell'oggi ancora mi inonderò.
Voglio vivere l'attimo
e se andrà oltre
ancora il mio nutrimento sarà il presente .
Le assenze saranno bagaglio da non abbandonare
ma preziose perle per l'oggi che vivrò.
Ho deciso cercherò il bello nell'oggi
basterà guardare attentamente..
magari sarà lo scodinzolare di un cane al mio arrivo,
la pianta che fiorisce nonostante l'inverno,
il sorriso dei bimbi al mio avanzare,
la voce di mia madre che mi fa sentire figlia,
l'abbraccio del mio compagno...
Ho deciso
l'oggi va vissuto,
intensamente assaporato,
non voglio vuoti nello mio tempo vissuto!
NucciaNessuna descrizione della foto disponibile.

giovedì 24 dicembre 2020

Favola di Natale

 

Favola di Natale

“Ma come aveva potuto fare tardi proprio la Vigilia di Natale, ma insomma era intollerabile, sarebbero andati via senza di lui!” Così pensava Babbo Natale riferendosi a elfo Giostua, il più giovane dei suoi aiutanti.

Lo aveva aspettato fino alle 22,00, poi aveva compilato l’autocertificazione dell’ultimo di DPCM di Conte per sé e per tutti gli elfi, aveva chiamato a raccolta i suoi piccoli aiutanti, aveva caricato i regali sulla slitta iperveloce annullante spazio/tempo ed erano partiti per fare il giro del mondo e accontentare tutti, ma proprio tutti i bambini.

Eppure Babbo Natale voleva un “sacco” di bene a elfo Giostua, innanzitutto perché era il più giovane e innovativo dei suoi aiutanti. Conosceva tutti i giochi più apprezzati e moderni, tutte le playstation e i giochi interattivi più coinvolgenti e poi aveva un cuore d’oro. Pensate che un anno propose di portare regali anche agli animali abbandonati nei canili e per le strade. Che cosa donò? Semplice, un buon osso e una pallina per giocare!

Ma sapete dov’era Giostua? Stava dormendo…

“Io mi chiedo come fa a dormire la vigilia di Natale uno che ha un compito così importante” Pensava Babbo Natale.

Nel frattempo Giostua era davvero nel suo lettino, i compagni di camerata (ovvero gli altri elfi) lo avevano chiamato ma non erano riusciti a svegliarlo. In verità proprio la sera precedente aveva tanto lavorato Giostua, non solo aveva letto le letterine giunte nel Paese di Babbo Natale, le aveva classificate in base alle età e alle richieste, ma si era incaponito su di una letterina in particolare…

“Caro Babbo Natale, recitava la missiva, sono Luca un bimbo di sette anni. Quest’anno non voglio doni solo fammi un miracolo, fai tornare a casa mamma in tempo per la notte di Natale. Lavora in ospedale e in questo periodo è sempre impegnata e triste e ha detto che non vuole festeggiare, ha il turno nel reparto più malinconico dell’ospedale, quello COVID. Ti prego Babbo Natale regala un sorriso a mamma! Tuo Luca.”

E sapete cosa aveva fatto Giostua? Lui era un elfo molto informatizzato e capace, era riuscito superando mille difficoltà ad entrare nei file del computer della segretreria dell’ospedale dove lavorava la mamma di Luca e aveva cambiato il suo turno per cui, proprio alle 22,00 era riuscita a tornare a casa. Neanche lei sapeva come fosse avvenuto ma la caporeparto l’aveva chiamata in ufficio e queste le testuali parole “Cara signora Fede il suo turno è stato spostato, lavorerà domani sera e oggi il suo turno sarà coperto da me. Non ho bambini, questa è una notte magica, vada e Buon Natale!” A queste parole la mamma di Luca, molto sorpresa per questa inattesa notizia , anche perché tutti sapevano come fosse intransigente con i turni la caporeparto, era tornata di corsa a casa rendendo felice la famiglia.

Mentre viaggiavano sulla slitta iperveloce , elfo Mark raccontò tutto questo a Babbo Natale, il quale sorrise e disse …”Dobbiamo fare un regalo a elfo Giostua…”  soddisfatto per il gesto del suo piccolo

  aiutante continuò a distribuire i doni

.Elfo Sveglio Di Natale Che Dorme Dopo Una Giornata Campale Santa Claus Elf  Illustrazione Vettoriale - Illustrazione di colorful, piano: 105000713

 

Buon Natale

 Guardati intorno 

e se hai occhi attenti

puoi scorgere il senso del Natale.

È la carezza all’anziano solo

che con occhi struggenti chiede visibilità.

E’ il conforto richiesto

dall’ammalato impaurito

disteso in un letto di dolore.

È la comprensione 

per chi ha perso un affetto

e non lo troverà più se non in fondo al cuore.

È l’accoglienza per chi fugge dalla fame,

dalle ingiustizie, dalla discriminazione,dalla guerra

e cerca un posto sicuro per vivere.

È l’ascolto per chi ha sbagliato

e aspetta il giorno in cui tornerà libero.

È l’ abbraccio per chi è stanco

e cerca serenità.

Il senso profondo del Natale 

è a portata di tutti 

se elimini l ‘egoismo.  

Buon Natale del cuore a tutti 

mercoledì 9 dicembre 2020

Natale oggi

Nonostante tutto la senti arrivare

La magia del Natale.

Sarà per quell’aria frizzantina che t’investe al mattino,

per l’Etna innevata che occhieggia all’orizzonte,

per le luminarie che rivestono il paese,

per l’attesa dei nuovi doni che leggi negli occhi dei bimbi.

Eppure tutto appare uguale e diverso…

La inali la tristezza di chi ha perso un affetto,

l’avverti quella lancinante malinconia per gli abbracci smarriti,

la solitudine di chi aspetta di tornare e non può!

Per mettere argine al dolore si ritorna virtualmente al passato,

alle tavolate condivise,

ai saluti e agli auguri festosi,

 alle tombolate interminabili,

ai parenti bonariamente impiccioni con i loro come, quando e perché

e senti di agognare quel vissuto che ora vorresti fortemente presente!

Come un vecchio album di fotografie

Li rivivi quei Natali

Li rivesti a nuovo  sperando in un futuro migliore.

foto dal webL'immagine può contenere: notte e spazio all'aperto