domenica 19 aprile 2020

Quando


La serenità passo’ ma nessuno se ne accorse,
presi da altro non le aprimmo alcun varco.
Si trovò a bussare ai nostri usci la gioia,
impegnati a correre nessuna attenzione le rivolgemmo.
Chiese aiuto la pena ,
voltammo le spalle, non ci apparteneva ...
poi il morbo entrò,
non chiese alcun permesso .
Ne’ ceti, ne’ ruoli, ne’ ricchezze osservo’.
Livello’ uomini
a gamba tesa si prese tutto.
La vita cambiò essenza ,
non selezionammo quale maschera calzare,
la indossammo per salvarci e ci rese uguali...
perché si sa
la paura non coglie distinzioni.
Ci ritrovammo tutti a desiderare normalità,
l ‘ ovvio fatto di abbracci, saluti, baci e carezze
ci trovammo a desiderare una passeggiata,
agognammo un caffè condiviso in un bar,
la pizza con gli amici,
lo studio tra i banchi di scuola,
il lavoro gomito a gomito.
Quando al passato torneremo
forse ne faremo tesoro
tutelando vita
lavoro, amicizia,salute,
rispettando regole e leggi,
amando e tutelando ambiente.

venerdì 17 aprile 2020

Concetta Crocefissa in Scapata al tempo del Coronavirus
25°
“Oggi è un altro giorno”, avrebbe detto Rossella O’Hara ma io non posso ripeterlo perché procrastinerei all’infinito l’agire!
Dunque, tornando a “oggi è un altro giorno”, dopo ieri in cui non ho fatto praticamente nulla, lo sapete che ero in crisi, ho voltato pagina e l’energia mi travolge!
La cosa è preoccupante onestamente, perché i guai sono all’orizzonte. Ma io, Concetta Crocefissa, sguaino i miei mezzi (quali ancora non li conosco e non sono una giovincella!) e agisco.
Ieri ho trascurato il mio amore, oggi coccole a volontà!!! Come? Gli organizzo una SPA in casa. Vi prego non inorridite, è vero non ho fatto corsi di massaggio, ma che ci vuole, una pressione qui, una lì, una là… Non ho la sauna, ma a quello è facile provvedere…olii essenziali non ne ho…ma olio d’oliva extravergine a quantità, perché dovete sapere un mio zio in Sicilia ha un frantoio vicino Palermo e…mi stavo perdendo…
Candele sì, ho quelle del Battesimo di mio nipote, poi che manca…nulla mi pare…
Già lo vedo il mio Franco lucido di olii, il corpo flessuoso (insomma in questa quarantena non direi...) dunque il corpo quasi flessuoso che s’avvicina e mi dice “Concetta ti…”
Bando alle ciance devo preparare tutto.
Riempio la vasca d’acqua calda, così il vapore saturerà la stanza…poi porto, non senza fatica, il tavolo che ho nel ripostiglio, sapete quello allungabile da scampagnata, in cucina dove potrò attuare il centro massaggi….
Prendo una bianco soffice asciugamano, insomma soffice è un eufemismo, io non uso ammorbidenti per non inquinare ulteriormente l’ambiente, comunque l’asciugamano e lo stendo sul tavolo, preparo l’olio… accendo le candele…e vado a prepararmi!
Cerco nell’armadio il camice che ho usato tanto tempo fa per un nuovo lavoro... da addetta alle vendite in un laboratorio di lasagne, mi sta stretto, (ma va che novità…mi direte! Non infierite!!!) indosso una super sexy biancheria intima, togliete il super sexy non è il caso, metto su il camice e chiamo Franco:
“Tesoro svegliati… ho una sorpresa per te!” Lui mugugna, ma io non ho voglia di aspettare. Lo prendo per mano e lo porto in bagno. L’aria è colma di vapore! Chiudo il rubinetto dell’acqua calda e gli dico “Ora tu ti siedi sul water e fai finta di essere in una sauna”.
Lo costringo a sedersi e richiudo alle mie spalle la porta a chiave.
Lui inutilmente protesta …
Accendo la radio e sintonizzo su “anni ‘60”. Che bella musica, mi lascio prendere dalla melodia, passano i minuti quando sento dei tonfi alla porta del bagno…è Franco che urla!
Lo avevo dimenticato, riapro e lui con sguardo feroce “Ma tu sei pazza, stavo soffocando, che vuoi da me?”
Lo prendo per mano, diciamo meglio che lo trascino in cucina e, con una certa caparbietà, lo faccio stendere sul lettino che scricchiola paurosamente. “Abbi fiducia, amore!” Gli sussurro. Lui strabuzza gli occhi, sembra un condannato a morte. A malincuore si stende pancia in giù. Io mi bagno le mani con l’olio extravergine di zio Turi. Comincio a massaggiargli la schiena, le braccia, lui comincia mugolare di piacere. Mi sento una super donna che sa dare gioia al proprio uomo! E massaggio le gambe, i piedi, ci sto prendendo gusto quando…puzza di bruciato! La candela del Battesimo ha dato fuoco alla tendina sopra il lavandino! Cerco di spegnere il tutto, ma le mani oleate non aiutano. Si rialza Franco, ma l’olio sotto i piedi lo fa scivolare, sembra intontito dalla paura. Afferro l’asciugamano e comincio a battere e battere contro la tenda, che finalmente cade incenerita nel lavandino. Apro la finestra e finalmente riusciamo a respirare ossigeno. Franco mi guarda con le lacrime agli occhi. È ancora a terra, ha paura a rialzarsi, per forza, ma che m’è venuto in mente di mettere l’olio sotto le sue piante dei piedi. Mi guarda, il suo odio mi trapassa, inizio a piangere. Gli avrò fatto pena “Vieni, aiutami, ti amo, lo sai, ma ti prego, ti riprego, non farmi sorprese. A me basti così come sei. Non voglio nulla, solo te. Ora aiutami ad alzarmi, toglimi tutto quest’olio di dosso e apri tutto, altrimenti domani sui giornali leggeranno “Morti due coniugi per un incendio di cui nonconosce la causa…Ciao, a domani, ora ho da fare!

Concetta Crocefissa in Scarpata al tempo del Coronavirus 24°


Buongiorno oggi mi sento “sminchiata” scusatemi il termine, ma non ne trovo di altri così realistici. Se vi dicessi “Sono senza forze!” Voi pensereste è debole, in periodo di pandemia può anche essere travisata tale affermazione.
Potrei dirvi “sono senza prospettive immediate che possano dare una velocizzazione all’azione!” Non credo che renderei l’idea…
“Sminchiata” ovvero non ho voglia di fare niente, mi sto accoccolata sul divano, ascolto musica, non muovo neppure un dito!!
Insomma la bellezza dell’idioma siciliano è unica. Ogni parola un mondo!
Dici “cafuddati” e subito nell’immaginifico vedi un soggetto che mangia a crepapelle…
Oppure “camurria”, meravigliosa, ti dà il senso, l’immagine di colui che corrode lentamente, ma corrode inesorabilmente, onomatopeica oserei dire….
Ad esempio è una “camurria” il mio capo.
Ed è una “camurria” perché rompe sempre…addirittura controlla quante volta vado in bagno in ufficio! Poveretto, pensa che ci vada per parlare con le amiche. Vi giuro non è vero, insomma qualche volta è capitato ma non più di una, non anzi due volte nell’orario di lavoro. …Poi sta attento a quanti caffè beviamo, a come siamo vestite, insomma ‘na grossa camurria”! E poi… sempre così precisino “licchettato”, compiuta parola per descriverlo, mai un capello sulla giacca o la cravatta allentata .Secondo me si corica con la cravatta, defeca con la cravatta al collo!
Il pantalone perfettamente stirato, la piega poi…il mio Franco da quando è con me un pantalone così se lo sogna…ma non credo che gli manchi!!!
Mi alzo e mi guardo allo specchio, sono tutta “rufuliata”?  Io sono la rappresentazione vivente della “rufuliata”, sempre con i capelli arruffati..
Oggi poi con questa “monchiaria”, ovvero mollezza, chi si pettina? Mi rimetto sul divano e quindi no cucina, no pulizie, no trucco e parrucco, niente di niente.
Quando verrà Franco capirà. È difficile vivere in una condizione che non è la nostra, in un Paese che non è il mio…
Oggi mi manca “lu scrusciu du mari”, come direbbe il grande Maestro Camilleri, l’odore si salsedine, il calore del sole. Sento bisogno di certezze, e non ne ho, desidero calore umano, e non è possibile.
Mi manca il “cuttigghiu” il pettegolezzo, non quello becero ma assolutamente innocente scambiato tra amiche guardandoci negli occhi e passeggiando per le vie affollate. In Sicilia lo chiamiamo lo “struscio” e ti dà la sensazione del toccarsi, dello accarezzarsi con gli occhi, sfiorarsi con le braccia,  camminando  lungo il marciapiede osservando le vetrine e gli altri….
Oggi il rimpianto per ciò che era è davvero tanto.
Penso a mia madre, è da tempo che non le posso stare accanto…
Mi viene in mente una poesia scritta da una mia amica, recita così:
“O matri picchi m’ami?”
“Picchi si un pezzu du me core!”
“Matri, picchi cu tia non aiu scantu i nuddru?”
“Picchi ti criscii intra ammia, e  anchi nu  lioni chi me mani mazziria pi tia.!”
“Matri u sai , nun ti lassu pi nenti u munnu. Sempri cu tia vogghiu stari!”
“Figghiu miu, i to paroli,  ‘nto cori mi tegnu,
quannu nu iornu l’amuri troverai, ci pinsirò e cumpagnia mi faranno”
“Matri , ma se u me cori è chino d’amuri pi tia
comu pozzu amari n’ autra?”
“Figghiu miu chiddru è autru amuri,
forsi  i mia nun ti scurderai ma nautru  postu mi darai!
Ora veni figghiu miu,
 mbrazzami fotte, m’avi a durare pi sempri sto ricordu!

Ora le telefono, lo deve sentire forte il mio amore…
Ciao amiche! 
#iorestoacasa
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mercoledì 15 aprile 2020

Concetta crocefissa in Scarpata al tempo del Coronavirus 23°



Buongiorno, sì ieri non ci siamo sentite ma non è stato un mercoledì facile…ho dovuto ricucire i rapporti con Franco, dopo il piccolo incidente (piccolo…medio) con l’auto del carabiniere.
Ho fatto di tutto per far capire al mio amore che è stata la casualità, poteva capitare a tutti, e dico tutti, di sbagliare.
Il mio Franco con gli occhi strabuzzati mi ha risposto “Spiegami perché non fai come tutti gli altri. STAATTE BUONA! Non organizzare, non fare, vegeta e basta!”
Sì faccio troppo, ma io non ci riesco a non agire, magari sono come la Merkel, organizzo, dispongo, invito, faccio, faccio, sbaglioooo….
Forse ha ragione il mio lui.
Comunque oggi starò buona, buona…
Stavo pensando… io come la Merkel, probabilmente eravamo già tutti in guerra!!!
Però un’ideuzza ce l’ho…niente di preoccupante: chiamo le mie amiche Lucy, Bianca, Fede, Giusy e parliamo un po’ via Skype.
Detto fatto, appuntamento-riunione alle 10.
Sono le otto, ho tutto il tempo per un restyling totale o quasi.
Doccia, shampoo, unghie, smalto, scelta abito…scelta abito, scelta abito…no non ho sbagliato è che provo e riprovo e mi sta tutto stretto! Sono lievitata, burrosa?!? No grassa.
Alla fine decido per il vestito roso scampanato, nasconde le forme, meglio dire che seduta sul divano mimetizzo le forme a causa del colore. Calze, scarpe, oddio avevo dimenticato il trucco.
Mi sorge un dubbio: meglio aggressivo stile drag queen o soft ovvero: l’ho fatto ma non si vede?
Faccio alcune prove, tutte disastrose e mi viene in mente l’idea del giorno: occhiali da sole che coprono tutto, sì per la serie trucco da schifo, occhiaie e rughe!
Sono pronta mi accomodo e attendo…
Mi sembra di essere in uno studio dentistico quando non sai se sia meglio asportare il dente o tenerlo col suo dolore…
Ecco puntuale lo squillo, finalmente ci ritroviamo tutte e cinque.
Certo c’è qualche ronzio di troppo, le immagini a volte sfocate ma…com’è bello rivederci seppur dietro uno schermo!
Parliamo tutte insieme, ma non è una novità, in realtà ci ascoltiamo pochissimo ma è così bello condividere!
Innanzitutto la solita Cate mi chiede se ho qualcosa da nascondere dietro le lenti scure…
Rispondo: “Ma cosa dici?” Poi mi viene da ridere e tolgo gli occhiali.
Le altre ammutoliscono e non hanno il coraggio di chiedermi cosa sono i cerchi blu sotto gli occhi, staranno pensando che le ho prese di santa ragione. Le tranquillizzo è solo il trucco che ho cercato di togliere e invece è tutto sbavato. Tirano un sospiro di sollievo (che carine!)
Trovo Fede più serena dall’ultima volta, infatti è riuscita a rispedire i suoi a casa!!
Bianca sembra nervosa, confessa qualche preoccupazione in più a causa del lavoro… Lucy e Cate hanno alcuni (tanti!) capelli bianchi… in realtà è come se vi fosse caduta della cipria sulla capigliatura e Giusy mi fa tenerezza, è più rotondetta, svela che non è potuta più andare in palestra…
Insomma questo coronavirus ci ha cambiate, almeno esteriormente, ma credo che anche psicologicamente abbia lasciato il segno. Bianca in un sussurro ci comunica che la madre è morta in una casa per anziani, non ha potuto neppure abbracciarla. Facciamo a gara per consolarla ma non è facile, vuoi la distanza, vuoi perché in realtà siamo tutte inebetite dalla notizia. Ci salutiamo promettendo che rifaremo questa esperienza, (non so…forse.) Il contatto reale è altro, è stringere una mano, abbracciare, asciugare una lacrima, tenersi la pancia per le risate… Per il momento rifletto su una grande verità: VOLEVAMO CAMBIARE IL MONDO MA IL MONDO HA CAMBIATO NOI.
Ciao a domani
#iorestoacasa


lunedì 13 aprile 2020

Concetta Crocefissa in Scarpata al tempo del Coronavirus 22°


Buongiorno amiche mie, dove eravamo rimaste? Ah sì… alla padella rovinosamente precipitata dal balcone sull’auto nuova del carabiniere.
Dunque ieri, dopo la dipartita del mio buonissimo piatto giù dal quinto piano, mi sono calmata un po', a Franco non ho detto nulla… e ho telefonato al malcapitato…
“Buongiorno sig. Fava, si sono Scarpata del quinto piano…”
“Buongiorno signora. “Risponde lui gentilissimo.
“Ecco, lei forse non sa che è accaduto un piccolo incidente domestico o quasi…”
“Signora ha bisogno d’aiuto…salgo subito da lei, il tempo di mettere mascherina e guanti …!”
“No, no grazie, - e già mi sentivo un verme- l’incidente è accaduto alla sua macchina…-silenzio preoccupante…-dunque ora le racconto. Avevo organizzato un pic nic tra balconi e…”
Al termine della cronaca, con voce strozzata “Signora Scarpata naturalmente pagherà i danni ma mi faccia una cortesia, scenda in strada e PULISCA IMMEDIATAMENTEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!”
“Certo, certo, si tranquillizzi, vado subito!!!”
Così con guanti, paletta, strofinaccio e mascherina sono scesa in strada e ho pulito l’auto. Il caldo purtroppo aveva fatto incrostare ben bene la superficie dell’auto, per cui è stato abbastanza avvilente, comunque ho ripulito tutto.
A darmi fastidio però c’erano gli inquilini del palazzo affacciati ai balconi, dall’alto davano consigli “Concetta pulisci a destra…no più in alto “e poi i gatti che leccavano il cibo ai miei piedi. Naturalmente qualcuno ha fatto foto da postare per cui, per non dargliela vinta, mi sono messa in posa. Sì, come quelle donnine allegre di alcuni calendari che felici e avvenenti lavano le auto in abiti sexy…Mi stavo pure divertendo,
 sono così cominciate le risate e anche gli applausi…purtroppo si è affacciato il mio Franco! Il poveretto non credeva ai propri occhi, mi ha fulminata con lo sguardo e mi ha fatto il tipico segno siciliano: la mano di taglio tra i denti, il cui significato è universale…Sali che ne PARLIAMO!!!
Mi sono ripresa subito accennandogli un: poi ti spiego. Ho terminato di pulire…per fortuna il parabrezza ha solo un buchino…insomma un foro, andrà cambiato. Dopo l’ultimo applauso dagli astanti ed anche un fischio d’apprezzamento, certo avevo vivacizzato la loro giornata, sono risalita nel mio appartamento.
Franco era sul portone “Ora mi spieghi tutto e che sia la verità!” …….
Com’ è finita? Non mi ha rivolto la parola per tutto il giorno e ha dormito sul divano!
Oggi è un altro giorno di quarantena, giuro non ho idee, devo recuperare la fiducia del mio Franco. Forse per farlo non devo inventarmi nulla…forse.
Comunque… ciao amiche!
#iorestoacasa

Circolare con un vetro auto rotto: i rischi e le possibili sanzioni