giovedì 14 gennaio 2016

Vivere




Il dolore di vivere
Mi  coglie all’improvviso.
Come una scimmia,
Appollaiata sulla spalla,
Mi segue passo passo.
Mi sussurra agli orecchi
“Inutile la vita,t’affanni,
 lotti, vinci o perdi
tanto il nulla ti avvolgerà.”
Cerco di scrollarmela di dosso,
quest’immonda bestia,
dimeno le braccia,scuoto le spalle,
non sortisce effetto il mio agitarsi.
Improvviso avanza il ricordo di chi fu,
l’amore ricevuto e dato,
i baci di bimbi ormai cresciuti,
i desideri che attendono  il traguardo
e  l’oppressione animale fugge.
Si dilegua, dissolvendosi nel vuoto.
 E la vita riprende il sopravvento.

domenica 3 gennaio 2016

Notte dell'Epifania

Chiusa in camera mia
attendo la magia dell'Epifania.
Lo so, son grande ma è così
rinunciar non mi va in questo dì.
Attendo quatta quatta che si avveri
il miracolo d'accontentar i sogni miei.
Ecco una luce su per il cielo,
è lei che arriva, già la vedo.
Non voglio doni, per carità,
ma amor, salute e serenità.
Befana mia, a te richiedo,
scaccia i guai per un anno intero.
Crisi, fame, e ammorbamento
manda via con un colpo di vento.
Una vocina sento  mi risponde
"Cara mia, non posso ripulire e via.
Son le coscienze che van lavate
 e, se incapaci, il mio consiglio ascoltate.
Nulla è peggio che far restare,
chi le cose non sa cambiare,
a quel paese li dovete mandare!"
Così dicendo in un fulmine scompare
 e mi lascia a meditare.

sabato 2 gennaio 2016

Il tempo

Il tempo lo fermo
quando ricordo
e la nostalgia
mi straccia l'anima.
Poi il presente mi rapisce
del passato avverto
solo il profumo....

venerdì 25 dicembre 2015

Pranzo di Natale.




Sono nel panico, quest’anno saranno ventitré i miei ospiti, al pensiero mi commuovo, no, non per  motivi sentimentali,  ma proprio per il PRANZOOOOO! Odio cucinare, non so fare le porzioni, non sono capace di gestirmi. Pensate a quelle donne elegantissime, super sorridenti alle prese con pentole e fornelli, bene io NOOOO! Ogni anno la stessa storia: cucina campo di battaglia, sala da pranzo un casino…vettovaglie sembrano da rigattiere, piatti spaiati così come bicchieri e stoviglie…io? Un disastro, come se fossi andata in un campo di addestramento militare (ma di quelli tosti, stile marines) e non avessi avuto il tempo di cambiarmi. Come se non bastasse , ogni anno e ripeto ogni anno, mi immortalano alla fine del “famoso” pranzo. Vestito chiazzato di macchie, volto sconvolto, occhi gonfi (lo confesso, mentre cucino piango), pettinatura come se fossi uscita da un cespuglio di rovi. Comunque, inutile pensarci il pranzo lo devo fare, è tradizione! Ancora oggi mi chiedo chi lo abbia deciso senza interpellarmi. Dunque controllo i miei appunti: due primi, perché due? Uno lo taglio,  fatemi pensare, la zia, la nonna, il cugino soffrono di colesterolo quindi porzioni piccolissime, i ravioli basteranno, poi  pesce al sale, questo lo mangiano tutti….magari io no…, totani ripieni, involtini di pescespada...Li conto , solo quattordici spiedini? Panico…dirò a marito e ai figli di non servirsene, se rimarrano….potranno  gustarli, forse….poi melanzane e carciofi,finocchi…morte della cuoca, no sopravviverò!  Inutile piangermi addosso, devo iniziare , mando una preghiera a Master chef perché tutto sia mangiabile e a domani…il lavoro mi attende. Dimenticavo  Buon Natale da Concetta Crocefissa in Scarpata la protagonista di Cercasi uomo libero possibilmente