venerdì 3 aprile 2020

Concetta Crocefissa in Scarpata al tempo del Coronavirus 15°


Concetta Crocefissa in Scarpata al tempo del Coronavirus

15°
Buongiorno, oggi sono piena d’entusiasmo perché diventerò influenzer.
Già ve ne ho parlato ieri.
Naturalmente a Franco non ho detto nulla, le mie amiche sono al corrente del programma. Lucy è la più entusiasta, mi ha dato anche delle dritte su come iniziare.
Bene, oggi foto!
Ecco le foto…allora…nota dolente…
Nelle foto io sono una ciofeca, leggi irriconoscibile (forse), inguardabile senz’altro.
Insomma non sono fotogenica da sempre, fate mente locale su quelle donne che in ogni scatto sono perfette, anche mentre stanno partorendo, loro sono assolutamente belle con trucco e parrucco, niente lacrime ma solo sorrisi a trentadue denti perfetti, io no. Tenendo conto del periodo maledetto che stiamo vivendo, devo necessariamente sistemare i capelli, più facile a dirsi che a farsi, poi il trucco…e abbigliamento consono. Mi pongo davanti allo specchio e scoramento mi coglie. La ricrescita bianca avanza…il doppio mento va di pari passo, idea s’appalesa (l’avevo detto che sono sempre più degna dell’Accademia della Crusca) … Come si chiama la cantante con la mascherina…Miss Keta?…perfetto. Io sarò Miss Concy. Aspettate che vado a sincerarmi come Miss Keta indossa la mascherina. Ammazza della mascherina sempre pendant con la mise (anche poliglotta?!?!). Certo che è bella…io molto meno…però si può fare. Manterrò l’aura di mistero.
Dunque i capelli me li arriccio stile afro, gli occhiali li ho, metto la mascherina…Certo quella da diavolo del carnevale dello scorso anno non va bene, ma la metto da parte, potrei mettere quella chirurgica, datami dal mio amico dottore del pronto soccorso (sì quello carino con me, non chiedetemi perché, forse per pena), che indossiamo tutti per uscire, sarei anche in tema con la pandemia, purtroppo.
Bene, ci siamo. Penso che nella mia presentazione farò vedere solo il volto, parzialmente coperto, così avròl tempo per scegliere la mise adatta…
Ok, adesso passo alla foto. Certo ho bisogno dell’autoscatto, non posso chiedere a Franco: “Caro ho preso una decisione che cambierà la mia vita, la nostra vita! Mi fai la foto copertina per diventare influenzer?”. Penso che soffocherebbe dalle risate.
Devo cercare anche l’angolo della casa più adatto, vediamo…cucina …non se ne parla nemmeno, camera da letto…no, potrei far pensare che sono una amuseur de lit
(intrattenitrice da letto), no vediamo…living …forse. Ora ci provo. Mi siedo sul divano, metto la fotocamera sulla credenza e via 1…2…3. Scatto! Ma io non sono ancora seduta…allungo il tempo del timer, raggiungo la postazione, ovvero il divano, accavallo le gambe, no meglio di no, piego il capo e punto la fotocamera? O guardo verso l’alto e assottiglio il collo? Sistemo la gonna, alzo il mento, lo abbasso, assesto con le dita i capelli, metto una ciocca sulla mascherina, la tolgo, la pongo dietro l’orecchio, no meglio davanti, le mani intrecciate, in preghiera, che fanno ciao, maledetta nemmeno un click…Mi alzo, prendo la fotocamera, non ho avviato il timer. Ci riprovo. Da quasi un ‘ora provo e riprovo. Sono stanca e sudata. Nemmeno una foto, dopo molto dopo duro lavoro di posizionamento del corpo, mi sono accorta di aver lasciato coperto l’otturatore della fotocamera.
Decido di riposarmi, così ho tutto il tempo per…ripensarci. Tolgo la maschera che m’ha appannato gli occhiali, sto soffocando, abbandono il campo. Per consolarmi preparo un caffè, prendo con enormi sensi di colpa uno spuntino ammazza dispiaceri lievita grassi. Lo gusto chiudendo gli occhi e rifletto. Prendo una decisione…domani ci riprovo…forse.
Ciao  #iorestoacasaL'immagine può contenere: 1 persona, disegno


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